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…Dio salvi la birra!

Reinheitsgebot – L’editto della purezza

Nel 1516 Guglielmo IV di Baviera emanò il Reinheitsgebot, o “editto della purezza”, che obbligava i mastri birrai ad utilizzare, per i loro prodotti, esclusivamente acqua, malto d’orzo, luppolo e lievito. Il decreto, che doveva essere solamente temporaneo, fu emanato per due motivi. Il primo era lo scarso quantitativo di frumento, il quale quell’anno aveva sofferto di un raccolto disastroso per cause naturali. Il secondo vedeva la necessità di porre un freno agli ingredienti “artigianali” usati dai birrai che spesso ricorrevano all’impiego delle sostanze più disparate: rovi, erbe velenose, calce, fiele e persino veleno di serpente. Questi ingrendienti oltre ad essere di cattivo gusto causavano, in casi sfortunati, anche la morte del povero consumatore. Pertanto nella Das Reinheitsgebot veniva espressamente citato che “nelle nostre città, mercati e paesi, non sia usata o venduta alcuna birra con altri ingredienti che non siano luppolo, malto d’orzo e acqua”. La “legge della purezza” è tuttora in vigore, logicamente non vi sono più le sanzioni severe di una volta (come la pena di morte per chi diluiva la birra con l’acqua), ma, se anche un giorno venisse abolita, difficilmente i mastri birrai ricorrerebbero ad ingredienti non salutari per il consumatore.

Silvio Carnicelli

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