Beer Hunters

…Dio salvi la birra!

Il “nostro” Villaggio della Birra 2012

Secondo anno al Villaggio e seconda buona esperienza, il Festival infatti si rivela essere preciso e ben organizzato, come lo era stato anche la scorsa edizione, ed una maggiore presenza di birre alla spina ha favorito un coinvolgimento ancora maggiore.
Noi ci siamo mossi già venerdì sera, per partecipare al “pre-villaggio”, evento durante il quale era possibile degustare alcune birre che non sarebbero state presenti durante il normale svolgimento del festival. Le birre che abbiamo avuto modo di provare sono state:

Scontro1: birra italiana, chiara con schiuma bianca abbondante ma poco persistente. Dolce al palato, quasi caramellata, le stesse note dolci si riscontrano anche nei toni caldi del malto, attenuandosi leggermente sul finale. Leggera e fresca, denota un corpo non molto strutturato ma gradevole.

Stille Nacht: un intramontabile classico belga, dolce e dalla gradazione alcolica molto elevata. Forse, e dico forse, la versione del 2008/09 risulta essere migliore grazie ad un bilanciamento dolce/amaro più studiato e strutturato.

De Dolle Extra Stout: versione rivisitata con l’aggiunta di brettanomiceti, realizzata appositamente per la serata del Pre-Villaggio, si presenta con il classico colore scuro tendente al nero e con una schiuma color caffelatte. Il gusto viene sbilanciato, a giusta ragione, dalla presenza dei “bretta” che conferiscono un retrogusto molto più marcato ed acidulo che stringe i lati della gola.

Hommelbier Dark: color rosso bruciato e dallo strano aroma “burroso”, quasi di biscotto, e dal gusto molto abboccato e stucchevole, è stata la birra che meno abbiamo gradito durante il corso di tutto il festival.

Mad Helene: birra molto amara e decisa, con note luppolate che colpiscono sia l’olfatto che il gusto. Beverina.

Mere Vertus: tripel belga in dry-hopping, si presenta con uno strano color “lievito”, molto torbida, e con una schiuma fine ma molto persistente. Amaro-amaro-amaro ed un corpo pesante caratterizzano una birra molto particolare, sotto tutti i punti di vista.

Raggiunto il punto limite, ci siamo visti costretti a deporre le armi e a fare rientro in albergo, per chiarire un pò le idee e liberare un pò il fegato…ed anche per dormire un pò, in vista di un altro “massacrante” giorno al Villaggio. Sveglia presto, bagno rinfrescante in piscina con panorama sulle colline toscane e via, nuovamente pronti per bere e provare…quasi 20 birre.
Appena giunti agli stand è scattata la decisione di creare un piccolo aperitivo, e quale miglior birra se non la Geuze Tilquin?! …birra acida e piacevole, se si ha il palato pronto per accettare determinati sapori, risulta essere sempre la scelta vincente e ha riscosso un grande successo anche tra i “novelli beer hunters” che seguivano la nostra spedizione. Dopo il nostro piccolo aperitivo, sono passate nei nostri bicchierini la Guybrush, una saison di Buskers brassata da Birra del Borgo, leggermente floreale al naso dove si avvertono anche le note del pepe rosa. Fresca e beverina, si perde leggermente sul finale dove divente un pò troppo pesante. (Omaggio a Monkey Island per la scelta del nome); la Bianca del birrificio Bruton, un’ottima blanche al farro, molto floreale, chiara e con schiuma bianca. Decisamente molto beverina; la Saison de Cazeau con un’asprezza fuori dal comune, ma molto piacevole; PVK nel Salco, brassata dall’Olmaia, è una versione potenziata della loro PVK, una blanche ai cereali che viene fatta “invecchiare” per 6 mesi in botti di vino di Montepulciano che caratterizzano la birra con note olfattive acidule ed aspre; Boelens ci ha deliziato con la sua Balzello, birra ambrata con aroma di malto e frutta matura, un sapore pieno e pulito, leggermente abboccata; Ichtegems Oud Bruin, birra dal colore rosso scuro, schiuma chiara, con un aroma decisamente dolciastro ed un gusto, sorprendentemente, acidulo; la Cuvéé Jeun’homme, acidità brassicola maturata in botti di legno, leggermente velata e ben bilanciata; non ci siamo fatti sfuggire la Sherry Barrel Aged Beer di Hof Ten Dormaal, una vera potenza (anche “alcolicamente” parlando) maturata in legno, con le piacevolissime note dello sherry che avvolgono il palato; la Rodenbach Caractère Rouge, una vinosa creazione dal caldo aroma di frutta matura, un gusto aspro e deciso, ed un finale degno di una birra dal grande nome; le ottime birre del caro amico Gennaro del birrificio Amiata, La Contessa e la Bastarda Rossa, sono sempre delle ottime scelte su cui puntare, con un corpo ben strutturato ed un gusto in grado di soddisfare tutti i palati, anche quelli più esigenti; la Guldenberg, una una ale dal colore dorato carico ed un gusto un pò acidulo che si alterna a quello di frutti misti, pere e agrumi….insomma, un trionfo di produzine, ottima produzione brassicola, con un’alternanza tra amare, dolci ed acide per soddisfare tutte le esigenze ed i gusti.

Come lo scorso anno, durante tutto lo svolgimento del Villaggio si gode di un’atmosfera di amicizia e “fratellanza”, ci si scambiano pareri ed opinioni con mastri birrai, amici e semplici avventori, tutti uniti dalla stessa passione, tutti lì, pronti a riempire il bicchierino e brindare in nome di un’antica, sana e piacevole tradizione…la birra!

Silvio Carnicelli

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