Beer Hunters

…Dio salvi la birra!

Birra – Nøgne Ø Dark Horizon

nogne-dark-horizonNome: Dark Horizon
Nazione: Norvegia norvegia
Gradazione: 16% Vol.

Ispirato dalla Mephostopheles Stout del birrificio Avery, il mastro birraio Kjetil Jikiun era deciso a produrre una birra da dessert gradevole come il Madeira, magari contraddistinta da lungo e persistente retrogusto. Quando il birrificio Nøgne si è spostato in una struttura più grande, Jikiun ha avuto più spazio per le attrezzature (come, per esempio, dei fermentatori più grandi) e, in generale, per la sperimentazione. La Dark Horizon è prodotta con un processo di doppia fermentazione. Con la prima, ad alta temperatura, si ottiene un prodotto scuro e di estrema corposità. In seguito vengono aggiunti zucchero di canna in abbondanza ed estratto di caffè, oltre a speciali lieviti utilizzati nella vinificazione che hanno il compito di proseguire la fermentazione ed aumentare ulteriormente il contenuto alcolico della birra. In Norvegia, maggior parte delle birre sono chiare, pastorizzate e filtrate, dunque la Dark Horizon non è stata prodotta per il consumo interno: il 70% dell’intera produzione del birrificio è infatti destinata all’esportazione. Uno dei mercati più promettente è ovviamente quello Nord Americano, dove le birre forti e molto luppolate sono ormai di casa.
La Dark Horizon può essere definita un frutto della globalizzazione: ispirazione americana (Midwest), malti inglesi, zucchero delle Mauritius, luppoli del Pacifico, lievito dal Canada e caffè della Colombia…ed è prodotta a Grimstad, in Norvegia. Le bottiglie di Dark Horizon sono avvolte una per una in carta velina dentro una confezione di metallo, segno dello stile elegante che caratterizza il birrificio.

Questo capolavoro brassicolo colpisce da subito per il suo colore nero con leggere sfumature viola. L’aroma che sale dal cappello di schiuma nocciola scura è un elengante mix di uva passa e caffè che ritroviamo anche durante l’assaggio. Il palato, infatti, viene delicatamente avvolto da note di cioccolato e liquirizia con una chiusura finale di caffè, molto forte e pronunciato. L’amaro, di certo non dovuto al luppolo ma alla generosa tostarura, è ben equilibrato ma potrebbe disorientare chi non è abituato a birre di tale carica.

Recensione a cura di: Silvio Carnicelli

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